La storia
Uggiate-Trevano è un comune di 4.265 abitanti della provincia di Como. Adagiato sulla cinta morenica, modellata dalle ultime Glaciazioni, che si estende attorno alla valle del torrente Faloppia, si trova a circa 15 km dal capoluogo e a 16 km da Varese. Dal 2002 fa parte ed ospita la sede dell'Unione di Comuni Terre di Frontiera. Gli abitanti sono comunemente detti "uruk", che nel dialetto locale significa "allocco" (è così chiamata in maniera bonaria la statua dell'aquila che sovrasta il locale monumento ai caduti delle Guerre Mondiali). Il comune di Uggiate-Trevano è gemellato dal 1998 con quello di Adelsdorf (Germania) ORIGINI DEL COMUNE - Le prime citazioni storiche del Comune, o meglio delle due comunità di Uggiate e Trevano, di cui si abbia notizia, risalgono al 748 e all'852 d.C.; nei documenti che portano tale date sono riportati i nomi di "Oglato" e "Trebano". Il nome "Oglato", benché messo in relazione da Olivieri nel 1931 con "Octavius", inteso come distanza in miglia da Como lungo la strada passante dal Chiasso Maggiore, l'odierna val Mulini, viene messo in oggi in relazione con un'origine celtica, e più precisamente legato a una tribù di quel popolo, dato il suffisso -ate, comune a molte comunità fondate dai Galli. Più chiara appare l'etimologia di Trevano, che sembra derivare dal longobardo "Trewa", accampamento. DALLA PREISTORIA ALL'ALTO MEDIOEVO - I villaggi di Uggiate e Trevano dovevano tuttavia esistere molto prima delle date citate, forse nel periodo in cui nella regione dei laghi Lario, Ceresio e Verbano si stanziarono la cultura di Golasecca e i Liguri; a questo proposito le tracce di alcune palafitte, ritrovate in località Brughiere nel 1918, danno prova certa di un'antica civilizzazione dei luoghi. Nello specifico l'area suddetta fu colonizzata dagli Insubri che diedero il nome alla regione: "Insubria". Verso il 600 a.C. iniziarono a sovrapporsi a queste prime popolazioni i Celti, meglio noti come Galli. Dopo una prima vittoria di Roma nel 222 a. C. nel 196 a.C.Claudio Marcello occupò definitivamente la città di Como e con essa "27 castelli", che con il relativo contado caddero sotto il dominio dei Romani. Le più significative tracce lasciate dalla civiltà romana sono costituite da tre tombe, risalenti al II o I secolo a.C., scoperte nel 1911 su una collina di proprietà Somaini. Nel 386 d. C. Ambrogio, Vescovo di Milano, diede il via alla conversione della regione al Cristianesimo consacrando vescovo Felice. Risale probabilmente già a questo periodo un primo edificio di culto a Uggiate dedicato a San Pietro (la dedicazione a uno degli Apostoli avvalora questa ipotesi, mentre la Chiesa di Trevano, dedicata al Santo cavaliere san Michele, fa propendere la sua nascita per il successivo periodo longobardo). La caduta dell'Impero Romano non causò particolari scosse nella regione; Como e il suo contado rimasero a lungo sotto un dominazione Bizantina. Poi da Nord arrivarono, nella valle del Po, i Longobardi: era il 518 d.C. Sotto il loro dominio sorsero numerosi castelli; probabilmente il primo nucleo del Castello di Trevano, con annessa la cappella di san Michele, risale come detto a quel periodo. L'abside romanica della Chiesa di San Michele a Trevano Due secoli e mezzo dopo i Longobardi furono sconfitti da Carlo Magno. Nel 774 iniziò così il dominio dei Franchi, la diffusione definitiva del Cristianesimo e l'affermazione del feudalesimo. È interessante notare come l'area collinare con tutta la zona a occidente fino al Verbano e al Ticino e a oriente fino al Seveso e alla valle Intelvi, facesse parte della contea del Seprio. Il potere era detenuto dai Vescovi di Como possedevano dei diritti fondiari sul territorio. DALL'ETA' DEI COMUNI AL '500 - Con l'aumento del potere delle Città il contado di Uggiate e Trevano venne coinvolto a più riprese nelle guerre tra Como e Milano; una prima guerra, durata dal 1118 al 1127, si concluse con la distruzione di Como e la vittoria di Milano. Grazie all'alleanza col Barbarossa però la città lariana seppe risollevarsi e addirittura partecipò, nel 1162, alla distruzione della città rivale. Infine, dopo la sconfitta definitiva dell'Imperatore e la pace di Costanza del 1183 si giunse finalmente ad un accordo tra Como e Milano che sanciva la definitiva appartenenza delle Pievi di Fino e Uggiate (con Olgiate) al territorio comasco. Iniziava un'era di sviluppo per Uggiate e tutta la sua Pieve. Continuavano intanto le lotte tra fazioni e famiglie rivali: a Como emergevano le famiglie dei Torriani e dei Rusca mentre a Milano dal 1300 iniziava il predominio dei Visconti. Milano aumentava sempre più la sua influenza sulla regione comasca (risale al 1395 la nascita del Ducato) e nonostante i tentativi della famiglie comasche di mantenere l'indipendenza nel 1416 Como e il suo territorio si consegnarono definitivamente al potere del Ducato milanese. Nel 1450 subentrò alla guida del Ducato la famiglia degli Sforza; iniziavano però le ingerenze delle potenze europee: inizialmente i Francesi occuparono il Ducato, poi calarono nella regione i mercenari svizzeri (Uggiate fu attraversato dalle truppe elvetiche nel 1510); il predomino svizzero si protrasse fino al 1516 quando nella battaglia di Marignano una coalizione franco-veneta riuscì a scacciare gli Elvetici dai territori comaschi ma non dalle valli del Ticino che da allora entrarono a far parte della Confederazione elvetica. La Pieve di Uggiate, pur mantenendo la sua supremazia sui centri oggi elvetici di Balerna, Coldrerio e Novazzano divenne da allora una Pieve di frontiera, situazione che segnerà profondamente tutta la seguente storia locale. L'ARRIVO DEGLI SPAGNOLI - Nel 1535 infine il Ducato, e la Pieve di Uggiate, passò sotto la dominazione spagnola (Carlo V pose fine al potere della dinastia degli Sforza), che sarebbe durata per circa due secoli. Iniziarono anni difficili per tutto il territorio: il governo spagnolo non brillava certo per buona amministrazione e la recente frontiera cominciò ad attirare briganti e delinquenti di ogni tipo. La zona divenne sede di traffici di contrabbando di grano (il Ticino infatti era duramente colonizzato dai balivi dei cantoni tedescofoni che lo lasciavano senza risorse). Appartiene a questo periodo la storia di "tre giovinette" che "per recare fede allo sposo" preferirono venire murate vive nelle mura della Chiesa di Somazzo piuttosto che venire meno ai loro doveri. La ricerca storica ha permesso di avvalorare la realtà di questa vicenda: ancora oggi rimangono nelle mura della chiesa tre cellette con i poveri resti. Dal punto di vista amministrativo occorre notare lo svolgimento dei primi estimi rurali nel 1545 a Trevano e nel 1592 a Uggiate. Nel 1650 accadde un fatto memorabile per molte comunità della zona: il Governo spagnolo decise di metter in vendita la libertà delle Pieve, fino ad allora sottoposta all'Imperatore. Uggiate, grazie al pagamento effettuato dai propri cittadini, ottenne la libertà il 6 Aprile 1653, libertà che l'8 marzo 1656 toccò tutti i paesi della zona. IL SETTECENTO E L'OTTOCENTO - Con la pace di Utrecht del 1713 i territori lombardi passarono sotto la Corona Austriaca, che diede subito un forte impulso allo sviluppo e alla crescita. Nel 1755 fu ultimato il Catasto Teresiano (così chiamato in onore della Imperatrice Maria Teresa) che permise ulteriori riforme amministrative e che costituisce oggi una preziosissima fonte di analisi del territorio. L'amministrazione austriaca fu però interrotta nel 1796 dall'arrivo dei rivoluzionari Francesi che nel 1797, a seguito del trattato di Campoformido, cedettero invece il Veneto all'Austria. Nel 1802 nacque la Repubblica Cisalpina e in seguito la Repubblica Italiana; furono anni di intense riforme e sconvolgimenti. Nell'ambito di una semplificazione amministrativa Uggiate fu nominato capoluogo di un Comune aggregato composto da sei comunità (Uggiate, Trevano, Camnago, Gaggino, Ronago, Bizzarone); è curioso notare come l'odierna Unione di Comuni Terre di Frontiera ricalchi esattamente il Comune di inizio ottocento. Uggiate contava allora circa 550 abitanti e Trevano 286 abitanti. Con la Restaurazione del 1814-1815, però, i Comuni vennero di nuovo separati e ternarono a costituire le originarie amministrazioni. Ritornò il governo austriaco (col regno Lombardo Veneto) ma si stavano ormai affermando gli ideali risorgimentali. Nel 1848, il 18 marzo, Milano e tutto il regno Lombardo-Veneto insorse contro gli Austriaci; è da notare che in zona ci furono scaramucce tra gli Svizzeri e gli Austriaci in fuga. L'insurrezione si concluse sostanzialmente con un ritorno allo "statu quo", tuttavia aumentava sempre più il risentimento anti-austriaco. Nel 1859, nell'ambito della seconda Guerra di Indipendenza, Garibaldi attraversò Uggiate il 2 Giugno diretto da Varese a Como (dopo aver affrontato gli Austriaci nella nota battaglia di San Fermo, fuori Como). L'Eroe dei due Mondi piacque molto agli uggiatesi: le cronache narrano che furono raccolte tra i cittadini 45,20 Lire austriache per la Spedizione dei Mille[4]. Il 5 Giugno 1859 Milano veniva annessa al Regno di Sardegna; a Novembre, con la Pace di Zurigo, toccò infine a tutta la Lombardia e a Uggiate Trevano. Vennero formati i primi Consigli comunali ed eletti i primi Sindaci, di nomina regia. Il finire del secolo vide l'espansione delle vie di trasporto; tutto il comasco ne fu interessato (basti pensare alla ferrovia della Valmorea o alle tranvie che collegavano i paesi alle città); la zona di Uggiate, tuttavia, per indecisioni e disaccordi, restò priva di collegamenti ferroviari. Sotto il punto di vista sociale è da registrare la nascita nel 1884 della Società di Mutuo Soccorso fra Operai e Contadini, di ispirazione "laica", alla quale si affiancò nel 1885, sotto la spinta del parroco Don Mojana, la Società Cattolica di Mutua Beneficenza: iniziava un dualismo che si sarebbe protratto per lunghi anni ma che mai causò reali problemi all'interno della comunità uggiatese. I NOSTRI GIORNI - Il secolo XX si è aprì con la tragedia della Grande Guerra: le comunità di Uggiate e Trevano hanno pagarono il loro tributo di sangue con 31 caduti uggiatesi e 22 caduti trevanesi i cui nomi sono registrati sui Monumenti realizzati nel 1920 a Uggiate e 1923 a Trevano. Nello stesso anno venne inoltre realizzato, in un terreno situato dietro la Chiesa di Somazzo, il "Parco della rimembranza". L'inizio dell'era fascista ha portato la definitiva unione delle comunità di Trevano e Uggiate. Già negli anni 1927-1928 si era registrato un grande processo di aggregazioni (che portò ad esempio alla nascita dei vicini Comuni di Faloppio e Valmorea): Uggiate e Trevano erano rimasti divisi ma amministrati da un unico Podestà (carica che aveva soppiantato quella di Sindaco). Negli anni successivi il medesimo Podestà (Rag. Pedroni), era rimasto in carica solo a Trevano: constatando la difficoltà economica di Trevano fu alla fine presa la decisione di aggregazione, che fu ratificata il 15 Novembre 1937 e divenne operativa dal 1 gennaio 1938. La seconda Guerra Mondiale fece precipitare di nuovo le comunità in un abisso di povertà e precarietà; Uggiate Trevano, posto sul confine con la neutrale svizzera, fu risparmiato dai combattimenti ma visse situazioni tragiche, legate al contrabbando e a retate rivolte verso gli ebrei che tentavano di riparare oltre il confine. Il 25 Luglio 1943, all'arresto di Mussolini, Don Sessa, parroco di Uggiate, suonò le campane ed espose il tricolore sul campanile...La guerra non era però terminata e l'arrivo dei nazisti lo costrinse ad una fuga dal paese. Il paese fu liberato come tutta la Lombardia nella primavera del 1945: il 2 maggio il Comitato di Liberazione Nazionale nominava il primo Sindaco. Purtroppo le violenze seguite alla guerra non risparmiarono la zona: Trevano fu teatro di un fatto tragico e ancora misterioso; l'uccisione di alcuni gerarchi e militanti fascisti ad opera di "sconosciuti". La tomba di queste vittime della violenza è ancora presente nel cimitero comunale. Col ritorno di numerosi reduci (alcuni di loro, inquadrati nel Primo Raggruppamento Motorizzato, parteciparono con le truppe inglesi e polacche a tutta la Campagna d'Italia) lentamente la vita civile riprese: il 27 ottobre 1946 si tenne il primo Consiglio Comunale dell'era repubblicana. La seconda parte del XX secolo ha visto numerosi interventi nel campo della viabilità (asfaltatura strade), sull'acquedotto, per la gestione rifiuti e il passaggio da una economia contadina ad un'economia di tipo terziario.
Documenti
  1. STORIA